DEA
Associazione di Donne per le Donne • Base Visual
DEA nasce per creare uno spazio concreto di aiuto, supporto, condivisione ed empowerment tra donne.
E qui c’è una particolarità: questo non è stato solo un progetto cliente.
Del direttivo facciamo parte io, Sara Baroni ed Elena Faccio, quindi costruire l’identità di DEA
ha significato dare forma anche a qualcosa che ci riguarda direttamente.
Dopo un anno di community ci siamo fermate a guardarci e a chiederci cosa fosse diventata davvero DEA e soprattutto come volevamo che venisse percepita fuori.

Uno dei punti più delicati era proprio questo.
Essere forti senza diventare respingenti
DEA parla di donne, autodeterminazione, diritti, lavoro e supporto reciproco.
Ma non volevamo costruire l’ennesima immagine associata automaticamente al femminismo, né una comunicazione aggressiva o respingente.
La determinazione doveva esserci.
Ma insieme ad accoglienza, altruismo ed empatia.
Perché DEA non nasce per creare distanza o contrapposizione. Nasce per mettere in relazione persone e competenze e trasformare il supporto reciproco in qualcosa di concreto.

La Visual nasce quindi dall’equilibrio tra queste due anime.
Da una parte forza, presenza e carattere.
Dall’altra apertura, relazione e cura.
L’obiettivo non era addolcire DEA per renderla più facile da accettare, ma trovare un linguaggio visivo capace di essere deciso senza diventare aggressivo e femminile senza ricadere negli stereotipi.
Per definire questa direzione siamo partite dalla
moodboard realizzata da Elena Faccio,
che ha tradotto i valori e la personalità di DEA in una prima ricerca visiva.
Un punto di partenza che ci ha permesso di individuare il giusto equilibrio tra eleganza, carattere e accoglienza, prima di passare alla costruzione vera e propria dell’identità.
DEA contiene inevitabilmente tante persone, professionalità e modi diversi di comunicare.
L’identità doveva quindi diventare il punto comune.
Un sistema abbastanza forte da essere riconoscibile, ma abbastanza flessibile da lasciare spazio alle persone che fanno parte del progetto.
Il risultato è una Visual che non prova a raccontare un unico tipo di donna.
Costruisce uno spazio capace di contenerne tante.



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Non tutto finisce sui social
BrandInLetter è il mio spazio per parlare di visual, creatività e vita da freelance.
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