La Marta
Interior Designer • Visual Identity
Marta non aveva bisogno di capire chi fosse.
La sua personalità era già molto forte, il suo modo di lavorare riconoscibile e il mondo che voleva raccontare pieno di colore, oggetti, stratificazioni e case vissute.
Il problema arrivava quando tutto questo doveva diventare visivo.
Tradurre graficamente quello che aveva in testa senza perdere pezzi per strada non era semplice.
Da una parte il rischio di ripulire troppo e ritrovarsi in una comunicazione che non le assomigliava, dall’altra quello di mettere dentro tutto e perdere completamente ordine e leggibilità.
E per Marta era ancora più importante perché il suo lavoro parte proprio da qui: dalla convinzione che uno spazio debba rappresentare davvero la persona che lo vive.
La sua identità doveva fare lo stesso.
È una delle contraddizioni che raccontano meglio Marta e che sono diventate il punto di partenza della Visual.
Avevamo bisogno di una struttura abbastanza solida da tenere insieme tutto, senza però togliere personalità nel tentativo di mettere ordine.
Da qui nasce un
sistema visivo che lavora continuamente sull’equilibrio.
Una base chiara e leggibile lascia spazio a colori, texture, immagini e composizioni più libere, permettendo a Marta di essere massimalista senza trasformare ogni materiale in caos.


Una casa deve assomigliare a chi la vive.
Lo stesso principio che Marta porta nei suoi progetti entra nella sua identità.
Il suo lavoro non riguarda soltanto la progettazione di uno spazio, ma il rapporto tra le persone e gli ambienti che abitano, quello che una casa racconta di noi e il modo in cui può farci sentire.
Per questo anche la Visual doveva allontanarsi dall’immagine patinata dell’interior design da catalogo.
Doveva essere vissuta, personale, accogliente, ironica e imperfetta nel modo giusto.
Doveva assomigliare a Marta.




Anche qui il progetto non poteva finire con la consegna.
Template e formazione su Canva sono stati costruiti intorno al modo reale in cui Marta crea i suoi contenuti,
dandole una struttura da cui partire senza obbligarla ogni volta a reinventare tutto.
All’inizio creare un nuovo materiale richiedeva ancora supporto e confronto. Poi sempre meno.
Fino ad arrivare a contenuti creati in autonomia che riuscivano a mantenere il linguaggio costruito insieme senza bisogno del mio intervento.
Ed era esattamente dove volevamo arrivare.


Asia è bravissima, ha azzeccato immediatamente il mio mood. Chiara e precisa, è stata una grande scoperta per me!
E il tuo brand,
ti rappresenta davvero?
Se senti che quello che mostri oggi non racconta fino in fondo chi sei e il valore del tuo lavoro, possiamo capire insieme cosa manca e se sono la persona giusta per aiutarti.
Non tutto finisce sui social
BrandInLetter è il mio spazio per parlare di visual, creatività e vita da freelance.
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